Incoterms 2020: le principali novità

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Cosa sono gli Incoterms?

 

Gli Incoterms, abbreviazione di International Commercial Terms, sono una serie di termini commerciali definiti dall’ICC (la Camera di Commercio Internazionale) e utilizzati nelle importazioni ed esportazioni di tutto il mondo: definiscono infatti i diritti e i doveri di tutti i soggetti giuridici coinvolti nel trasferimento di beni.

 

I Nuovi Incoterms 2020

 

Aggiornati ogni dieci anni, gli Incoterms 2020 saranno la nona serie pubblicata e il diretto seguito degli Incoterms 2010 (vedi immagine sotto).

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Per la prima volta dal 1930, all’interno del Drafting Group responsabile per la stesura vi saranno rappresentanti dalla Cina e dall’Australia.

 

Rispetto ai precedenti, vi sono cambiamenti negli Incoterms che entreranno in vigore dal 1° Gennaio 2020. Eccone alcuni:

 

  • Incoterms EXW e DDP rimossi

 

Gli Incoterms EXW (“Ex Works”) e DDP (“Delivered Duty Paid”) saranno rimossi dalla nuova lista di termini. Il primo vincola il venditore a preparare i beni in una località precisa e a fornire la documentazione necessaria per l’esportazione dalla nazione di origine, mentre l’acquirente dovrà provvedere all’operazione doganale di esportazione pagando tutti i costi e assumendosi tutti i rischi fino all’arrivo a destinazione.

L’EXW viene utilizzato in molte aziende con poca esperienza nell’esportazione: una sua rimozione sarebbe perciò un cambiamento molto importante.

Il DDP viene invece usato prevalentemente per merci inviate da e tramite corrieri espressi preparati alle procedure logistiche e doganali, ma sta creando alcuni problemi a causa dei dazi doganali che nel paese importatore sono pagati dall’esportatore: si procederà quindi a dividerlo in due Incoterms differenti, il DTP (Delivered at Terminal Paid –  il venditore paga il trasporto fino al terminal ed i dazi doganali); e il DPP (Delivered at Place Paid –  il venditore paga il trasporto fino ad un luogo diverso da un terminal ed i dazi doganali).

 

  • Rimozione dell’Incoterm FAS

 

FAS (Free Alongside Ship) stabilisce che tutte le spese di trasporto fino al porto d’imbarco, di ottenimento licenze, dogana e di documentazione siano a carico del venditore. Attualmente viene utilizzato solo per l’esportazione di alcuni prodotti, perciò si sta valutando l’ipotesi della creazione di un Incoterm specifico per questi ultimi.

 

  • Divisione dell’Incoterm FCA

 

L’incoterm FCA, il più utilizzato data la sua versatilità, sarà diviso in due Incoterms separati per la consegna terrestre e per quella marittima. Al momento presente, l’Incoterm FCA permette la consegna di merci in luoghi diversi che il più delle volte si trovano nel paese del venditore: terminal di trasporto terrestre, porto, aeroporto, eccetera.

 

  • Il nuovo Incoterm CNI

 

CNI (Cost and Insurance) andrebbe a coprire, con la sua creazione, il divario tra FCA e CFR/CIF: con questo nuovo Incoterm, il venditore si fa carico dell’assicurazione, ma non dei rischi del trasporto a destinazione che rimangono a carico del compratore.

 

  • Incoterms FOB e CIF per la spedizione su container

 

Pur essendo state sconsigliate nell’edizione 2010 per le merci che non viaggiano in un container, gli Incoterms FOB e CIF vengono ancora utilizzati dagli spedizionieri a discapito delle loro controparti esistenti FCA e CIP: è perciò possibile che vengano reintegrati per la spedizione su container, ricalcando il percorso tracciato da altri Incoterms delle edizioni precedenti.

 

Conclusioni

 

Si preannunciano molte novità, alle quali tutti gli operatori logistici dovranno prestare attenzione: è molto probabile infatti che, dato l’aumento della velocità di comunicazione visto negli ultimi dieci anni, questi cambiamenti vedranno un’implementazione più celere e affidabile da parte di tutti gli operatori logistici.