I 10 Paesi dove l’export italiano è cresciuto di più in percentuale nel 2018

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Quando si parla di export italiano i riflettori sono tutti puntati su mercati come Germania, Francia, Usa, Spagna, Regno Unito e Svizzera, che da soli rappresentano il 47,3% del totale delle esportazioni nel 2018.

Eppure, il Made in Italy arriva ovunque, anche nelle sperdute isole del Pacifico ricoperte di spiaggia bianca, come Kiribati, ad esempio, che nel 2018 ha compiuto un balzo del 3.558%, grazie ad un’importazione di latticini del valore di 129mila euro. Soltanto due anni prima le commesse sono state pari a 280mila euro per l’acquisto di carta da parati.

Numeri irrisori rispetto al record assoluto di 444 miliardi di euro di esportazioni manifatturiere nello scorso anno, ma che testimoniano l’attrattività dei nostri prodotti anche in mercati piccoli, lontani dai maggiori Paesi importatori  che ben conosciamo.

Un altro esempio? Le isole vulcaniche Pitcairn, che, dopo aver scoperto al largo dell’arcipelago giacimenti di oro, ferro, rame e zinco, hanno richiesto dall’Italia macchinari per cave e miniere, facendo aumentare le esportazioni italiane del 1.614% per un totale di 269.149 euro.

Al terzo posto Anguilla, 5 perle adagiate nel Mar dei Caraibi, in cui l’export italiano è passato da 255.705 euro a quasi 1,6 milioni di euro, seguita da Stati Federati di Micronesia, Saint Pierre e Miquelon e Dominica, l’isola caraibica che con il + 283% ha registrato un aumento da poco più di 2 milioni a 8,2 milioni di euro.

Al settimo posto l’arcipelago delle isole Bahamas, che nel 2018 ha registrato un balzo non indifferente delle importazioni di beni italiani, registrando un +222,6% e passando da 60 milioni a circa 200 milioni di euro.

A seguire nella top ten Palau, Nepal e Tonga, come evidenzia questa classifica:

 

 

2017

2018

Variazione

Kiribati

   3.523

128.884

+3.558%

Isole Pitcairn

   15.706

269.149

+1.613%

Anguilla

255.705

1.575.270

+516%

Stati Federati di Micronesia

3.265

15.591

+377%

Saint Pierre e Miquelon

109.359

450.687

+312%

Dominica

2.140.422

8.208.815

+283%

Bahamas

59.746.144

192.742.513

+223%

Palau

126.638

370.885

+193%

Nepal

13.518.925

37.858.321

+180%

Tonga

35.204

95.535

+171%

Come è emerso dall’analisi precedente, questi incrementi percentuali molto alti derivano quasi sempre da singole commesse, e per questo subiscono fluttuazioni da un anno all’altro, ma sono interessanti per farci capire che la forza attrattiva del nostro saper fare riesce a raggiungere anche rotte sconosciute.

 

Il caso del Kazakistan

Un Paese che invece si colloca a metà strada tra incremento percentuale consistente e valori assoluti di un certo peso è il Kazakistan, che ha fatto registrare un aumento consistente del valore delle importazioni nel 2018, passando da 632 milioni a oltre un miliardo di euro, con un rialzo del 73% rispetto al 2017.

Non solo macchinari per la distribuzione di energia elettrica e prodotti in acciaio: il Kazakistan apprezza anche prodotti legati alla moda e al design italiano, come lo confermano i 55 milioni di euro per l’importazione di abbigliamento, i 24 milioni per le calzature e 20 milioni per mobili e complementi di arredo.

Per i consumatori kazaki più abbienti il “made in Italy” rappresenta infatti un vero e proprio status symbol: acquistano nei centri commerciali di lusso i brand italiani più noti di abbigliamento, pelletteria e calzature e si affidano ad architetti e designer italiani per l’arredamento di appartamenti e ville.